Il Museo delle Culture” Villa Garibaldi”:

Il museo delle culture “Villa Garibaldi” testimonia la presenza e l’incontro di identità culturali diverse in un paese che, sin dai tempi antichi, è terra di confine e, grazie alla via Valeria, antico tratturo pastorale e via consolare romana, un importante crocevia di traffici.
Queste caratteristiche hanno favorito, accanto all’economia agro-pastorale, attività artigianali, commerciali di trasporto ed altri servizi. La sede del museo è la villa, fatta costruire alla fine del 1800 da Ricciotti Garibaldi, figlio del generale Giuseppe Garibaldi e di Anita Ribeiro da Silva, e da sua moglie Harriet Constance Hopcraft. Il museo si è costituito inizialmente nella parte donata dalla nipote di Ricciotti, Annita Garibaldi Jallet, in memoria del padre Sante Garibaldi; la parte rimanente è stata acquistata dal Comune di Riofreddo ad altri discendenti di Ricciotti grazie ad un finanziamento regionale.

ARCHEOLOGIA “i segni delle origini”:

Prima degli equi:

Il museo conserva dei reperti paleontologici (relativi allo studio delle piante e degli animali vissuti in epoche geologiche precedenti alla nostra) di pachidermi del pleistocene medio che documentano un ambiente molto diverso da quello attuale.

Gli equi:

I corredi trovati all’interno delle tombe eque della necropoli di Casal Civitella, sono costituiti da ornamenti e da armi: una collana con grani in ambra, anelli in argento di fattura etrusca, pendenti di collana in bronzo, fibule, una spada con elsa a croce con relativo fodero, pugnali, punte di lancia e di giavellotto, una bacinella in lamina di bronzo del VII-V secolo, numerosi frammenti di ceramica.

La romanizzazione:

Nel museo sono esposti una “ara romana” (altare) proveniente dalla zona dell’antica Carsioli, un frammento di miliario (cippo) della via Valeria, frammenti di anfore da una villa romana, frammenti di pavimento di villa romana, ecc. Di particolare interesse storico è l’importante frammento di epigrafe romana forse proveniente dal ponte detto poi di San Giorgio inserito nel successivo portale del convento omonimo. Si riconoscono resti della titolatura di Nerva, cioè dell’attribuzione a questo imperatore di un’opera pubblica.

STORIA MEDIEVALE E MODERNA “confini,contatti,scambi”:

Nel corridoio del museo è stato rimontato un portale proveniente dal convento medievale di San Giorgio. Nella edificazione fu utilizzato materiale di precedenti edifici, tanto che è ancora visibile sul retro l’epigrafe romana riferita all’imperatore Nerva. Il plastico del convento e della chiesa di San Giorgio ricostruisce quanto non più visibile dell’edificio fondato dai monaci basiliani o benedettini tra l’VIII e il IX secolo d.c.

ETNOLOGIA “culture e identità”:

La comunità di Riofreddo aveva un’economia principalmente agro-pastorale di sussistenza. Gran parte della popolazione lavorava le terre di proprietà della chiesa e di alcuni grandi possidenti e allevava bestiame, ma vi erano anche vari mestieri che costituivano le diverse identità culturali del paese; i commercianti, i carrettieri, i trasportatori, numerosi artigiani, sarti, calzolai e barbieri, scalpellini e marmisti, muratori, falegnami, pellicciai, fabbri e maniscalchi, ecc.; in ambito femminile, sarte e ricamatrici. Nel museo si possono vedere antichi strumenti di vari artigiani ed oggetti da loro prodotti. I terreni erano coltivati dai contadini a grano, farro, orzo, biada e fave, patate, cipolle e aglio, fagioli; alcune vigne nei terreni più soleggiati, ecc. periodo centrale dell’anno era la mietitura e la trebbiatura del frumento, dal cui scarto veniva alimentata la calcara, grande forno di mattoni nel quale si faceva la calce. Sono esposti vari strumenti di lavoro: l’aratro, il giogo, vanghe, rastrelli, zappe, falci, il torchio da vino, botti e barili ecc. i vaccari possedevano i buoi e l’aratro. Tra i proprietari di animali, e pastori o allevatori che non possedevano gli animali si stabiliva un particolare ed antico contratto orale, la socceta (soccida). Sono esposti: l’ombrello da pastore, la forma per ricotta, la forma per il formaggio ecc. numerosi erano i carrettieri e i trasportatori con cavalli e muli. Lo stato endemico di incertezza esistenziale, la paura di un cattivo raccolto, erano alleviati dal fitto impegno cerimoniale. La speranza era alimentata dalla devozione per la Madonna dei Fiorentini e per San Giorgio, il santo patrono. Il ciclo cerimoniale del paese è rappresentato in museo tramite pannelli fotografici. Per la etnomusicologia, notevole importanza hanno avuto e hanno tuttora alcuni eventi rituali musicali particolarmente sentiti dalla comunità di Riofreddo che si possono anche ascoltare dai documenti sonori a disposizione del pubblico. In particolare è ancora viva la Pastorella che si svolge la notte di Natale.

I GARIBALDI “di Riofreddo”:

Ricciotti Garibaldi è l’ultimo figlio di Giuseppe Garibaldi e di Ana Maria Ribeiro da Silva. Nato il 24 febbraio 1847 a Montevideo (Uruguay), alla morte della mamma nel 1849 rimane affidato, con il fratello maggiore Menotti e la sorella Teresa, alla nonna Rosa Garibaldi che abita a Nizza. Ricciotti ha una vita difficile e travagliata, è infermo a causa di un incidente ed è scontroso di carattere. Cresce in un collegio a Liverpool (Inghilterra). Sposa Harriet Constance Hopcraft, che, quando incontra Ricciotti Garibaldi, è una giovinetta inglese non ancora ventenne, ben istruita, di buona famiglia e dedita ad alcune attività filantropiche come si usava in quei tempi. Hanno dieci figli : Rosa, Annita Italia, Giuseppe (Peppino), Ricciotti, Menotti, Sante, Bruno, Costante e poi Ezio e Giuseppina, nati a Riofreddo (altri tre figli Giuseppe, Irene Teresa, Arnaldo muoiono in tenera età). Dal 1888 Riofreddo è luogo di villeggiatura per la famiglia e, dal 1893, Ricciotti è costretto a eleggerlo a domicilio in seguito al fallimento delle sue imprese. Ricciotti aveva acquisito un terreno sul quale inizia la costruzione di una vasta dimora, un vero e proprio castello con un grande parco.
Il parco di Villa Garibaldi: Sono state rilevate le specie ornamentali presenti nel Parco allo scopo di comprendere la sua origine e le sue trasformazioni nel tempo; inoltre sono state censite le specie spontanee allo scopo di rilevarne le emergenze floristiche più significative. Ciò anche allo scopo di indirizzare eventuali interventi di ripristino e recupero che ne rispettino l’impianto originale delle piante utilizzate. In questo senso è importante tenere conto che la famiglia Garibaldi ha fatto uso del parco, non solo come giardino, ma anche come vera e propria risorsa economica per gli usi quotidiani (disponibilità di legna, di cibo, etc.), come testimoniato dai resti di numerosi alberi da frutto (prugne, meli, peri, noci, etc.) che si possono osservare ancora adesso, sebbene inselvatichiti e danneggiati. Un progetto di ripristino del parco potrebbe prevedere la realizzazione di un itinerario botanico didattico, utilizzando etichette con il nome delle piante e tabelle esplicative, con particolare riguardo a quelle piante (pino, quercia, ulivo) che risultano presenti anche presso la casa di Caprera con cui la residenza di Riofreddo ha qualche elemento in comune, come la posizione dominante su un poggio roccioso e la vegetazione che la circonda.
Nel settore del museo relativo alla famiglia Garibaldi sono stati esposti dei cimeli appartenuti a Sante Garibaldi. I pannelli esposti narrano la storia della famiglia di Ricciotti e di Costanza nel mantenere uniti i figli dispersi nel mondo. Disegni, ritratti, fotografie, lettere, la camicia rossa, le divise, le medaglie, il berretto di deportato nei campi di concentramento nazisti, sono di Sante, capostipite della famiglia ancora presente a Riofreddo. Riviste femminili inglesi e altri oggetti ricordano Costanza Garibaldi e le sue figlie.

INFORMAZIONI:

Indirizzo:

Via Costanza Garibaldi 10 00020 Riofreddo (RM)

Telefono:

0774.929186

E-mail:

info@mudecu.it

Sito:

www.mudecu.it

Giorni di apertura:

lunedì,mercoledì,venerdì,sabato,domenica.

Orario invernale:

mattina:10,30-13,30; pomeriggio:15,00-18,00

Orario estivo:

mattina:10,30-13,30; pomeriggio:16,00-19,00

Aperture straordinarie nei giorni festivi e in estate